lavori in corso

Lavori_in_corso qoca

cari tutti

scusate lo scarso aggornamento del blog.

ci sono lavori in corso....

belli e buoni!

a prestissimo

:)

triglia

Triglia1

PANINO FOR LIFE

Dopo il successo di ieri con l'evento Planeta for life in tutta Italia, stasera a Firenze serata da 'Ino per assagiare il nuovo panino di Alessandro Frassica accompagnato dal Rosato 2007 di Castello di Ama. 
Un panino con Schiacciata all'olio, Pecorino fresco, Insalata e Friggione, la salsa agrodolce bolognese a base di pomodoro e cipolla. Un panino "non ricco", ma saporito, intenso e goloso per inagurare la collaborazione di 'Ino, la tana dei gourmet fiorentini, con il progetto Food for Life.

Ino

PLANETA FOR LIFE

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classifica zuppe 2

La quaratena è finita (quasi) ed è d'obbligo premiare la zuppa vincitrice, anche perchè non ce la faccio davvero più a nutrirmi di pappine.
Senza ombra di dubbio, senza alcun tentennamento, stravince la sinuosa Vellutata di Zucca.
Chiaro, stiamo parlando di puro Junk Food, di ettari luce da un qualcosa di vegetale, cotto, passato e poi riscaldato... ma davvero non male nell'insieme.
Stasera, visto che ieri l'ho gustata nature, ho cotto una salsiccetta mantovana, l'ho glassata con una crema balsamica indefinita che non ha niente di naturale comprata al Todis e l'ho aggiunta alla Vellutata, in tocchetti.
Un tocco gourmet tra conservanti e coloranti.

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mcvideogame

Geniale questo giochino sul funzionamento di un'industria come quella di Mc Donalds.

Dopo che ho abbattuto kilometri di foresta per far pascolare i miei vitelli, per fare i miei hamburger grassi... Dopo che ho seminato ettari di soya transgenica per farli mangiare e diventare belli paffuti... Un gruppo di attivisti schifosi mi ha fatto causa facendo fallire l'intera Mc Donalds.
Questo l'esito della mia prima partita.
:)

Non fare fallire la Mc Donalds (obiettivo del gioco) è davvero arduo.
Provate!Mcd722245

classifica zuppe 1

Scusate volevo fare un post alla fine... ma la cena di stasera è stata pessima. Così anticipo il mio voto.
Il passato di patate e carote non è passato, molto grumoso e con delle inutili verdurine nel mezzo a interronpere l'armonia classica fra patate e carote... non certo come le smashed potato misto a carote con un filo di olio, come faccio io quando sono malata... E poi, nella Vellutata dominava una puntina di acido proprio ingiustificata.

Vellutate battono Passate, 1 a 0, per ora.

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mononucleosi

Mi si dice che avrei la monocleosi. In ospedale, medici e infermeri lunedì si sono giocati la diagnosi prendendo il primo caffè alle 6.30 del mattino.
Così è. Una forchetta sporca, un piatto mal lavato, visto che di baci ne ho dati pochi (si dice che la monocleosi sia la malattia del bacio??) mi ha attaccato questo schifo che mi fa avere la febbre sempre alta, i brividi e i linfonodi tutti ingrossati.

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Visto che non voglio parlare di bave e salive varie, inauguro la covalescenza casalinga con una degustazione di 5 zuppe in brick della Knorr. Non posso mangiare altro, perché ho due tonsille come 2 palle da golf.
Ieri Zucca non era male, sempre partendo da una base soyosa di conservanti vari che non oso immaginare. Le ho dato 2 stelline piene. Arriverà in finale. Stasera Patate e Carote.

current tv

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A breve Current TV, la televisione "partecipativa" fondata dal premio Nobel Al Gore e dall'amico Joel Hyatt, arriverà in Italia. Il nuovo canale sarà ospitato nel buquet di Sky, e l'Italia il primo paese non anglofono nel quale Current TV debutterà.
Progetto interessante e grandi potenzialità.
A breve la prima pillola di QOCA on Current Tv!
La mia prima ricerca alla parola "food" sul search del sito ha data questo interessante esito: una serie di reportage video tra quali un racconto di una fantastica cena a base di peni animali in Cina. Un excursus gentalgastronomico memorabile!


cappuccino amore mio

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E' lui il cappuccino vincitore della mia ultima maratona per Firenze in cerca della migliore tazza schiumosa in città...
Da Stefania ha stracciato tutti, non tanto per il cuore ma per la crema, il caffè e l'armonia.
Quelle che seguono sono le mini recensioni uscite sul Corriere della Sera Firenze il 25 aprile 2008 risultato di 15 assaggi e visite in 2 giorni. Che vita, eh?!

Da manuale
La cremosità in un cappuccino è una qualità che può essere valutata. Più sono fitte e piccole le bollicine della schiuma più la crema è montata e non galleggia sul latte e caffè. Per fare una piccola lezione sull’eccellenza e la classicità del cappuccino, tappa obbligata da Stefania.
STEFANIA
Via Marconi, 26r

Il cappuccio nella pasticceria in miniatura
Un buon cappuccino, anche se non cremoso e compatto, in una piccola pasticceria viennese in miniatura. Si accompagnano a colazione piccole dolcezze di ottima pasticceria: Tartelette di frutta e crema, cremosissimi budini di riso, croissant ben sfogliati e una buona Torta di mele a fette.
DOLCI E DOLCEZZE
Piazza Beccaria 7/r

Compatto e pannoso
Bellissima crema compatta e pannosa e ottimo caffè alla Torrefazione Piansa. Il gusto del caffè, una miscela di dieci arabiche e una Robusta, si sente con intensità e si fonde armonicamente al latte caldo. Un cappuccino di ottima fattura.
PIANSA
Viale Europa, 126\130

Note tostate
Passeggiando distrattamente su Via Pietrapiana, può sfuggire l’unica vetrina di una rinomata piccola pasticceria di quartiere. Il posto e il personale non accoglie, ne invita, ma il cappuccino merita la sosta. Cremoso e con una nota tostata di caffè intensa e aromatica.
NENCIONI
Via Pietrapiana

Solo al banco
Anche se provo, alla fine da Rivoire non posso non entrare. “Ri-vo-ire”, pronunciato alla toscana suona come “Ci voglio ritornare.” E così regolarmente accade: entro e mi ordino un ottimo cappuccino al banco. Se non resistete alla piazza, sedetevi ai tavolini, non pensando al conto, davvero extra.
RIVOIRE
Piazza Signoria


la best "Schiaccia" all'olio

Parlando di "Schiaccia" non posso che intendere Firenze. Niente a che vedere con le buone pizze bianche napoletane o romane. A Firenze è senza sale (nell'impasto), croccante, con i chicci di sale grosso.. Ecco la mia mini guida cittadina. (uscita su il Corriere della Sera Firenze, il 9 aprile 2008) Schiacciata_la_spiga

Schiacciata_sarti La classica “sfogliata” La storica schiacciata “sfogliata”, croccante e lucidata con un olio extravergine d’oliva, è quella del Pugi. Chi la ama non accetta mediazioni e regolarmente torna in questo forno tradizionale non lontano dallo Stadio. Esce calda a più riprese nell’arco della giornata ed è ottima così, semplice. PUGI Viale Edmondo De Amicis, 49 Schiacciata e un bicchiere di vino Un grande forno di una volta, reinterpretato in chiave contemporanea, dove scegliere il pane o la schiacciata, magari anche il ripieno, per poi accomodarsi nei tavolini insieme a un bicchiere di vino. Buona anche la cecina, le focacce, le torte salate e la pizza. CANTINETTA DA VERRAZZANO Via de’ Tavolini, 18 Large o Mignon, sempre ottima Particolare attenzione a farine e lieviti, in questo forno non lontano da Piazza Donatello. Oltre alla classica schiacciata senza sale nell’impasto, croccante e poco unta, provate le versioni mignon, con noci, alle patate, con le olive o la cipolla. Impossibile resistere! FORNO LA SPIGA Via Giuseppe La Farina, 4R Compatta e gustosa Alle due strade, nonostante le difficoltà di parcheggio, bisogna riuscire a fermarsi per prendere la schiacciata dal Sarti. Una vera istituzione. Il pomeriggio grandi code per acquistare la ben lievitata e croccante schiacciata, compatta e gustosa. SARTI Via Senese, 147 Lievito Madre e forno a legna Da ‘Ino, l’angolo gourmet per assaggi e panini a due passi dagli Uffizi, trovate una schiacciata davvero buona. Fatta ancora con lievito madre e cotta a legna, arriva tutte le mattine croccante dal Panificio Artigianale Cirri di Ponte a Greve. Con la mortadella è fantastica! ‘INO Via de‘ Georgofili 3R-7R

diario ateniese 2 indirizzi

Atene è stata una bella meta, anche se gastromicamente non mi ha esaltato (e questo lo immaginavo, ancor prima di partire ovviamente). Meglio comunque di quel che pensavo e ricordavo. 
C'è una nuova Atene post olimpiadi che è frizzante come la Spagna, pronta e agguerrita, fiera e meno povera, molto meno. Io avevo un altro ricordo. Ammetto che le mie esperienze gastrogreche erano solo greek salad (che qui chiamano "insalata contadina") e souvlaki e risalgono a molti anni fa. 
I creativi (vedi 48 e Kouzina) non mi sono piaciuti. Varulko, che è considerato il top dalla orrida michelin, mi ha disgustato con un mefitico piatto: spaghetti di gamberi con Ouzo e pesto. Per il resto invece tutto bene. La cucina popolare originale (O'Thanassis) o rivisitata (Sardellas) non è affatto male e soprattutto non è solo quei 4 piatti in croce che tutti i turisti del mondo assagiano d'estate in vacanza. 
Ketty, del caffé Avissinia, ci ha accolte come regine nella sua bellissima casa della Plaka e ci ha preparato una zuppa con polpette ottima e delle cozze con feta buonissime. Insomma la Grecia popolare e casalinga ha molto da raccontare e quest'estate mi sa che tradirò per qualche settimana la Trinacria, la Magna Grecia per la Grecia "Magna" visto il mio perpetuo gastropellegrinaggio. Atene_1
Gli indirizzi Innanzitutto non perdetevi la NUOVA ATENE: Tecnopolis 100, Pireos Avenue Gazi una sorta di area del Gazometro a Roma.. nel 2012 il fantastico stadio olimpico di Calatrava Olympic Stadium Maroussi Poi in ordine di gradimento gli indirizzi gastro Caffè Avissinia 7, Kinetou str. Avissinia Square Monastiraki Sardellas e The Butcher Shop 15, Persefonis Gazi O’Thanassis Mitropoleos 69, Monastiraki Square 48 chef Christoforos Peskias Armatolon & Klefton, 48 www.48therestaurant.com Enoteca 113, Pentelis Avenue Chalandri Kouzina chef Aris Tsanaklidis 35, Adrianou Str. Varoulko Intervista: chef Lefteris Lazarou 80 Piraios www.varoulko.gr per gli appassionati di Ouzo Brettos 141, Kithathineon Plaka Non perdetevi i sandali più belli e classici del pianeta dal sandalaio poeta Melissinos Art 2, Aghias Theklas Str Monastiraki Psyrri www.melissinos-art.com

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tra oggi e domani arriva il diario ateniese..
premesso!
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!

Guerre stellari raccontato da lei, la baby in video!

diario Taste 2

Ho conosciuto Francesca Brambilla, una brava fotografa milanese.
Ha vissuto in 30 cucine italiane importanti e ha mostrato il lavoro delle mani degli chef. Dritta mi è arrivata la bella emozione del vissuto dietro il suo lavoro, simile al mio, nei fiumi delle cucine, sempre dietro le quinte, a chiacchierare con comis e sous chef, vendendo (e capendo) gerarchie e ruoli reali come me.
Un pacchetto di foto davvero interessanti, intime ed intense.
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(foto di Francesca Brambilla - Federico Coria) NB se comprate Velvet di questa settimana trovate molte foto della mostra.

diario Taste 1

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(pezzo pubblicato su Il Corriere Fiorentino di venerdì 14 marzo)

Gusti e sapori a Taste, il Pitti Gourmet
Dall'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena al Prosciutto del Casentino, dalla cioccolata barocca modicana alle più nuove e curiose birre artigianali del Piemonte, passando dal Pane di Matera al Maccheroncino di Campofilone. Sapori del nord e del sud, dolce, salato, acido, amaro e alcolico si incontrano questo week end a Taste, la rassegna alla sua terza edizione, che Pitti Immagine organizza alla Stazione Leopolda.
Taste è un Pitti dell'universo Gourmet che, attento agli interessanti fatturati del settore agroalimentare italiano, nonostante i venti di crisi economica, continua a vendere ed esportare prodotti di qualità, cosiddetti "di nicchia". Salumi, formaggi, olii, vini e distillati d'eccellenza ai quali una "nicchia" di italiani non rinuncia. Giovani tra i 25 e 40 anni, colti, professionisti che ottimizzando gli stipendi, si concedono cene in ristoranti importanti e si riempiono cantine e dispense di bottiglie, barattoli, tome e insaccati di piccoli produttori italiani. Per questa "nicchia", che è in costante crescita e che è sempre meno "nicchia", e per un pubblico meno esperto ma curioso, si sviluppa il progetto Taste alla Stazione Leopolda. Un itinerario in cinque tappe che parte con un TASTE TOUR, un viaggio attraverso 170 prodotti in degustazione alla scoperta di birre da meditazione, formaggi, aceti, cioccolate e caffè.
La selezione dei prodotti e la regia di Taste sono del Gastronauta Davide Paolini, mattatore sui TASTE RING di avvincenti scontri e incontri tra produttori e professionisti su temi quali la spesa intelligente, i vini biodinamici, le birre artigianali. Domenica pomeriggio da non perdere un seminario creativo dedicato alla riscoperta di bibite, piatti e prodotti della memoria come il chinotto, la cedrata, il riso al latte, le polpette e a seguire la "Lezione di cottura alla griglia dell'Officina della Bistecca" tenuta da Dario Cecchini, il macellaio-poeta di Panzano in Chianti. Quest'anno, oltre all'angolo dedicato alla stampa gastronomica (TASTE PRESS), un'area per gli oggetti e le attrezzature da cucina e al kitchen design (TASTE TOOLS) e vari spazi espositivi tra arte, design e fotografia. Per una pausa tra un assaggio e l'altro, tappa a NONSOLOALIMENTARI, un'istallazione di oggetti di design firmata Paola Navone, l'elegante designer torinese, o alla mostra fotografica di Francesca Brambilla, sulle mani e la gestualità di chef come Massimo Bottura e Gualtiero Marchesi. Nell'area lounge gli HOT CAKES di Marina Calamai, i quadri di dolci e dolcezze che l'artista ha concepito quando in gravidanza sognava dolci e, non potendoli mangiare, li dipingeva.
Prima di andarvene non dimenticate di assaggiare le nuove birre da divano di Teo Musso, di farvi un iter di formaggi eccezionali da Luigi Guffanti, uno dei più grandi affinatori italiani e di addentare un quadratino della classica e buonissima Torta Pistocchi.
Tutto è acquistabile nel TASTE SHOP a fine itinerario, un supermercato dei sogni dove, senza badare ai prezzi, soddisfare ogni desiderio goloso.


Taste 15\17 marzo 2008

Firenze, Stazione Leopolda - V.le Fratelli Rosselli, 5
Aperta al pubblico: 10-22 (lunedì 9.30-16.30) - Ingresso € 8

www.tastefirenze.it

diario marsigliese 3

Oggi siamo andate ad intervistare le sorelle Lafitte. Nei vecchi locali degli arsenali adiacenti al porto, due collezioniste di libri, editori, grandi appassionate di vino hanno aperto Les Arcenaulx, un ristorante elegante, caro e lezioso con annesso emporio provenzale, libreria, collezione, galleria e sala da tè.
Un posto interessante che consiglierei più per i libri, l'ambiente e il profumo di lavanda, che per il menu antico e serioso.
Comunque questo post è il "post Montana" e parte dalle sorelle Lafitte, ma non è a loro dedicato. A Les Arcenaulx, terminata l'intervista, mi sono fatta consigliare in materia di Petanque, il gioco delle bocce (passatempo ludico inventato e molto amato da queste parti). Mi piaceva l'idea di raccontare Marsiglia anche tramite il Pastis e la Petanque. Mi hanno detto che a duecento metri dal ristorante c'era la sede de La Marseillese e che il direttore del giornale era il Presidente e l'organizzatore del Campionato mondiale di Petanque. Suono campanello, aprono, spiego e in due minuti mi accompagnano da Michel Montana, il direttore di giornale appassionato di bocce. Un signore anziano ma pipante, comunista verace, simpatico, d'altri tempi.
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Ci ha portato in macchina al suo campetto di bocce il pomeriggio stesso, ha raccontato la storia della Petanque, ci ha presentato la Campionessa mondiale ed è scappato in redazione.
Lo Sport del Petanque (è considerato tale) è stato inventato a la Ciotat, non lontano da Marsiglia, nel 1907. Dei giocatori di bocce, tra i quali un tal Lenoir, un pò crucciati dai reumatismi, decidono di giocare tracciando per terra un solco circolare nel quale puntare i piedi e lanciare la boccia. Con i piedi fissi, ovvero avec les Pieds Tanqués, Pe-Tan-que.
Michel mi ha regalato il suo disco (classiche Chansons alla francese insieme a Besame Mucho e simili.. fantasticooooo) e un pomeriggio un pò fuori dal mondo a parlare di bocce, Pastis, sinistra, dei 13 mila partecipanti al Campionato del mondo di bocce, di Guerini (il candidato pronto a ribaltare Marsiglia alle Municipali), Veltroni e Sarko. Domenica si vota e saprò i risultati del primo turno.

(Le foto sono scattate con il mio Iphone nello studio di Montana, ad eccezione del poster di Sarko con riflessa la città, che è stata scattata davanti ad un edicola al Vieux Port. Berlinguer col suo Pastis è una vera chicca)

diario marsigliese 2

Oggi sono approdata a La Kahena, un ristorante tunisino, colorato, pulito, curato sulla sinistra del vecchio Porto. Kahena è il nome di una principessa berbera che unì tutte le tribù sotto un'unica guida. Per Hamad, il proprietario, la Kahena è il simbolo della sua unione con la Francia. Marsiglia nel 1971 lo ha accolto e gli ha portato fortuna, nonostante e le fatiche, gli sforzi e un po' di nostalgia.
Cus cus memorabile, speziato, dolce, ottima semola. Ho ordinato il "Cus cus complet": con polpette, spiedino di agnello, uovo, braciolina e verdure. Ottimo il brodo. Bella e buona la mielosa pasticceria.
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A Marsiglia (circa 1 milione di abitanti) ci sono 220 mila franco tunisini, si respira aria di medina e spezie, gli uomini ti squadrano (un pò troppo) e le donne si vedono in giro poco dopo le 20.
Il vento dell'Africa dal nord arriva forte. Alla Kahena soffia dolce e accogliente.

La Kahena
2, Rue de la République, 13002 Marseille
Tel : +(33) 4 91 90 61 93

diario marsigliese 1

Che bella questa costa, il mare, il Mistral che spazza via i pensieri, che ti inzuppa i polmoni di ossigeno e odio.. Torno in luoghi che ho amato e vissuto a lungo quando in Erasum a Aix-en-Provence, venivo a Marsiglia il venerdì, a fine corsi, e restavo a bisbocciare à Cours Julien, a prendere il sole e studiare sul porto, poi la sera a ballare nei locali fino a mattina. Allora mangiavo i brick e cus cus tunisini di Place des Capucines, la domenica mattina andavo al Marché aux Puces tra i conteiner del porto e qualche volta mi facevo delle bellissime passeggiate con pic-nic a Les Calanques.
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Sono atterrata all'aeroporto di Marignane lo stesso giorno dell'atterragio sulla città di Marsiglia di una nuova bella, terza, stellina per lo Chef Gerard Passadet, storica firma (tre generazioni) di un ristorante da sogno a picco sul mare. Si, è buffo, ma ho scelto di venire a Marsiglia perchè la puntata del mio programma era pronta non perché il 3 marzo usciva la Michelin 2008. Beh, davvero una bella e fortunata coincidenza.
L'attesa per l'intervista al pluri premiato chef si è fatta dura. La notizia non è stata infatti soltanto l'eclatante novità di un tre stelle in città, la prima volta... ma sopratutto che quest'anno l'unico nuovo nuovo tre stelle in patria è proprio Le petit Nice. Quindi la lista delle testate accreditate alla conferenza stampa e per i servizi televisivi si è fatta enorme. L'intervista ce la dobbiamo conquistare anche a costo di irrompere nel ristorante.
Ieri, dopo un primo tentativo fallito (perché sola mi faceva davvero tristezza entrare in questo locale illuminato a giorno, formale, un pò datato con i camerieri in giacca bianca e bottoni d'oro) mi sono fatto forza e ho cenato Chez Michel. Appena presentatami Paul, camicia a righe e cappello da marinaio, mi ha detto che era distrutto, che non sapeva se avrebbe potuto andare in video (cosa che era già stata accettata). Voleva dimostrami che "quelli della Michelin" si sono sbagliati di grosso a togliergli la stella. Suo nonno, napoletano, era pescatore e, arrivato a Marsiglia nel 1946, quando un pezzo di città era distrutta e straziata dai bombardamenti, aprì questo ristorante davanti alla Spiaggia des Catalans.
Da allora la Zuppa di pesce simbolo della città Chez Michel è sempre stata la stessa.
La Bouiabesse è una zuppa, se ci penso bene. Il brodo di pesci passati, nel quale con pomodoro, aglio, peperoncino e Zafferano, cuociono oltre 40 tipi di pesci (così secondo la Charta de la Bouiabesse!!) si inzuppano i crostini tostati con la Rouille o Aioli, le patate bollite nel brodo di pesce e i filetti che il cameriere attento ti pulisce al tavolo, secondo un tradizionale rituale.
La Bouiabesse di Paul (Chez Michel) costa 60 euro ma ti rimette al mondo: è sapida, cremosa, speziata, il pesce cotto alla perfezione e il servizio impomatato dopo un pò si è fatto più giocoso.
Ad un certo punto si è seduto al tavolo e si è sfogato. Non avrei mai pensatoche avessi passato la serata a consolare Paul per la perdita della stella Michelin. Gli ho fatto coraggio pensando che questi chef francesi a volte fanno anche delle follie per queste stelle del menga.
Domani lo chiamo. Gli ho promesso un pastis sulla spiaggia, se il vento non ci posrta via.

il Corriere della Sera e l'Anno della trippa

Con queste recensioni ho iniziato a collaborare con Il Corriere della Sera al debutto dell'edizione fiorentina. Mi occuperò di ristoranti, recensioni, itinerari, libri gastronomici, quartieri e gastroclassifiche.
Ogni giorno, tra le pagine culturali del giornale una Top 5 di negozi, oggetti, scarpe, di tutto, anche sapori e locali. Ho inaugurato la nuova esperienza professionale con la recensione di un ristorante di un giovane chef che propone una fresca cucina di territorio (e volevo un giovane per iniziare il percorso), e con una Top 5 di chioschi trippai. Quando a Identità Golose 2008, dopo aver visto le variazioni di trippa di Oldani e la Trippa con frutti di mare e funghi pioppini di Gennarino Esposito, ho pensato che questo sarebbe stato l'Anno della trippa, avevo avuto un'intuizione. E quindi ho festeggiato la mia settimana corrierfiorentina tra zampe, lampedotti, trippe, palle di toro, poppe, matrici (ovaie e tube) e buchi di c... ("Bollito erotico" by Marco Bolognesi, Chiosco, Via Gioberti 102)

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Ora d’aria
Via Ghibellina, 5
Firenze
tel. 055 2001699
www.oradariaristorante
.com

Aperto solo a cena
Domenica chiuso
60 euro
Ristorante
voto 8\10

Un soffio di eleganza minimal: arte alle pareti con mostre a rotazione, una cucina fresca che si distingue nel panorama fiorentino.
Passando da Via Ghibellina, forse vi è sfuggito un ristorante che a noi piace e che segnaliamo come uno degli indirizzi più giovani e interessanti in città, un vero soffio di aria fresca nel caos del centro. Proprio di fronte all’ex carcere delle Murate, l’Ora d’aria è un indirizzo da ricordare per una cena intima (i tavoli sono ampi e ben distanziati), con una linea piuttosto elegante, ad un prezzo medio alto, anche se con agili menu a 65 e 50 euro (per percorsi a 7 o 5 tappe).
Marco Stabile, lo chef poco più che trentenne, propone una cucina innovativa ma con solide radici nella più tradizionale cultura gastronomica toscana. Abbiamo iniziato con un’intensa Farinata di cavolo nero con polpo, delle buone Pappardelle con aglio dolce e cinghiale e un Baccalà alla livornese interessante. Ottimo il cestino del pane. Non male i dolci, sia in porzione normale che mini. 300 le etichette italiane e non che compongono la buona carta dei vini.
(1080 battute)
di Elisia Menduni


I TOP 5 Categoria Trippai
Firenze

ORAZIO NENCIONI - Loggia del Porcellino 
Il bisnonno di Orazio aprì questo chiosco storico a fine Ottocento, quando la Loggia copriva i banchi del Mercato Nuovo.  Oggi, come allora, si mangia un buon Panino al Lampredotto, saporito ed intenso, insieme alla Poppa, la Matrice o il Lampredotto condito con porri, speck, o in Inzimino.
(294 battute)

LEONARDO TORRINI - Viale Donato Giannotti
Insieme al classico Panino, a rotazione a pranzo Leonardo e Silvia propongono anche Trippa alla fiorentina, Lampredotto in Inzimino, coi porri o cotto nel vino, Zampa e molto altro. Un ottimo indirizzo nel piccolo spiazzo di fronte al centro commerciale, con panchine annesse.
(280 battute)

SERGIO E PIERPAOLO - Via de' Macci
Lunedì e giovedì Trippa, martedì Lampredotto in Inzimino. Lampredotto con fagioli all’uccelletto, il mercoledì, venerdì con carciofi e sabato con patate. Una settimana di trionfo alimentare a base di quinto quarto nello storico e ottimo chiosco su ape a due passi da San’Ambrogio. 
(280 battute)

MARCO BOLOGNESI - Via Gioberti 
Marco, ex grafico pubblicitario, da 12 anni trippaio è orgoglioso del suo mestiere e del suo Lampredotto. Ribollita, Crostini di poppa oltre ai saporiti Panini. Se siete in cerca di un Viagra nostrale osate un “Bollito erotico”: poppa, lingua, matrice e “buco di c...” .
(270 battute)

MARIO ALBERGUCCI - Piazzale di Porta Romana 
Mario, tondo e gaudente come il Bacco di Boboli, propone ottimi Panini fumanti, uno gustoso Stracotto di guancia, una Francesina buonissima e un Bollito misto di ottima qualità. Vasta la scelta delle salse in abbinamento: dai peperoni alle olive, passando per la salsa verde.
(275 battute)

di Elisia Menduni Trippai_copia_5